NUOVO GIORNO, NUOVA ORDINANZA

A fronte della nuova ordinanza contingibile ed urgente n. 4/PC del Presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga, in vigore da oggi 21.03.2020 e fino al 03.04.2020, salvo proroga dell’efficacia dei DPCM del 9 e dell’11 marzo, si ritiene necessario fare chiarezza sulla portata della stessa.

La Regione FVG ha infatti deciso di adottare delle misure più stringenti e maggiormente restrittive della possibilità di movimento delle persone al fine di contenimento del diffondersi del coronavirus.

Si lascerà a esimi esperti di diritto costituzionale valutare a chi spetti la competenza tra lo Stato Centrale e le Regioni in materia di igiene e sanità pubblica e quindi la legittimità delle ordinanze emanate dalle regioni, volendo in questa sede soffermarci su come si pone il contenuto dell’ordinanza 4/PC del 21.03.20 in relazione al benessere dell’animale e alle sue esigenze fisiologiche.

Posta l’assenza di precise indicazioni in materia si riterrebbe auspicabile un intervento chiarificatore della Regione sul punto, onde sia una fonte ufficiale a chiarire come le limitazioni imposte dal nuovo provvedimento incidano sui comportamenti di proprietari di animali d’affezione e, in particolare, dei cani.

L’ordinanza si limita a restringere ulteriormente le possibilità di movimento delle persone fisiche prescrivendo espressamente che “è fatto divieto di svolgere, all’aperto in luoghi pubblici, attività motorie o sportive e passeggiate, anche in forma individuale”. Nulla viene prescritto, nello specifico, in merito all’uscita con il proprio animale d’affezione per consentire allo stesso l’espletamento delle sue funzioni fisiologiche.

Pertanto, alla luce della mancanza di un divieto espresso, si ritiene che, in forza dell’ordinanza del 20.03.2020 del Ministero della Salute che consente comunque l’attività motoria in prossimità dell’abitazione, l’uscita con il cane per il solo espletamento delle funzioni fisiologiche sia da ritenersi consentito.

Il sacrificio imposto alle persone fisiche incide quindi anche inevitabilmente sui nostri amici a quattro zampe e sui diritti a loro riconosciuti tanto dalla normativa statale che da quella regionale.

Pur a fronte delle onerose limitazioni imposte ai cittadini e, di converso, anche agli animali d’affezione, si ritiene che l’intervento tanto del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, che del Presidente della Regione Veneto, quanto il recentissimo intervento del Governatore Fontana della Regione Lombardia siano stati assolutamente necessari oltre che per la tutela della salute pubblica anche per sollecitare un intervento uniforme da parte del Governo Centrale.