COME DEVE COMPORTARSI IL PET OWNER AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Come quelle degli esseri umani, anche le esigenze dei nostri amici a quattrozampe sono state tenute in dovuta considerazione nella legislazione d’emergenza che il Governo italiano ha varato per il contenimento del contagio.

Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020, come noto, è stata disposta la chiusura, su tutto il territorio nazionale, delle attività di ristorazione (bar, pub, pizzerie, ristoranti, pasticcerie, gelaterie etc.), fatta salva la possibilità di consegna a domicilio, e di tutti i negozi, con eccezione di quelli rientranti nelle categorie espressamente previste, come quelli che si occupano della vendita di prodotti per animali che continueranno a rimanere aperti. I proprietari di animali d’affezione non dovranno quindi preoccuparsi che i propri amici a quattro zampe rimangano sprovvisti di sostentamento, in quanto verrà garantita la produzione dei mangimi e l’approvvigionamento dei singoli esercizi che si occupano di dette vendite.

Con il decreto dell’11 marzo sopra menzionato, il Governo ha altresì disposto che le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020 vengano estese all’intero territorio nazionale e, pertanto, le misure adottate per quella che era stata identificata come “zona arancione” verranno applicate in tutto il Paese. In particolare, ricordiamo che è stato disposto di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita salvo che per gli  spostamenti  motivati  da comprovate esigenze lavorative  o  situazioni  di  necessità  ovvero spostamenti per motivi di salute”.

I proprietari di cani e di altri animali d’affezione si domandano quindi cosa sia loro consentito rispetto a quelle che sono le necessità e i bisogni dei propri pets.

In particolare, per quelle che sono le esigenze del cane, i pet owners sono giustificati nell’uscita con l’animale al fine di garantire allo stesso l’espletamento delle proprie funzioni fisiologiche. Un tanto è confermato anche dallo stesso Ministero dell’Interno che ha avuto cura di precisare che l’uscita all’esterno dalla propria abitazione con il cane è autorizzata: “…per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone”. Quindi sì alla passeggiata con il cane nei limiti della necessità di garantire all’animale le sue esigenze fisiologiche ed etologiche.

Bisognerà altresì ritenere consentito il recarsi dal veterinario con il proprio pet in caso di urgenti cure mediche non differibili. Va ricordato infatti che gli ambulatori veterinari resteranno aperti per apprestare ai nostri amici a quattro zampe tutte le cure improrogabili a tutela della loro salute. Saranno invece da ritenersi rimandate tutte le prestazioni mediche non urgenti.

Pur in ragione dei chiarimenti alle disposizioni del Governo, laddove si è chiarita la liceità di poter uscire dalle mura domestiche per consentire all’animale l’espletamento dei propri bisogni fisiologici e l’apprestamento di cure sanitarie non differibili, si vuole in questa sede sottolineare che tali prerogative non devono diventare in alcun modo una scusa per violare le disposizioni dettate dal dpcm, utilizzando l’uscita con il cane come una scusa al fine di aggirare gli obblighi di legge.

Relativamente alle prestazioni cliniche da rendersi in favore degli animali, a volte, da parte del proprietario non sempre è facile l’individuazione di ciò che rappresenta un motivo d’urgenza e ciò che non lo è. In tali casi, il suggerimento resta comunque quello di contattare telefonicamente il proprio veterinario di fiducia onde valutare con lo stesso la gravità del problema e le modalità con cui risolverlo, anche al fine di non affollare gli ambulatori, il che vanificherebbe le misure sanitarie di mantenere le distanze tra le persone.

In un periodo di grave emergenza sanitaria come quello che sta vivendo il nostro Paese, così come si rimette alla coscienza di ciascun proprietario il dovere di accudire con ogni riguardo i propri animali d’affezione (che, come la comunità scientifica ci ha confermato, non trasmettono il COVID-19), non può che essere rimessa alla coscienza di ciascun detentore la valutazione della necessarietà delle uscite e la misura delle stesse nonché dell’urgenza della visita ambulatoriale, assumendo il proprietario su di se’ la responsabilità delle scelte operate, anche in relazione alla tipologia e alle necessità specifiche del singolo animale, che saranno diverse in ragione delle dimensioni, della razza, del sesso e delle singole e specifiche caratteristiche etologiche.